L’infinito

L’infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle

E questa siepe, che da tanta parte

Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando, interminati

Spazi di là da quella, e sovrumani

Silenzi, e profondissima quiete

Io nel pensier mi fingo; ove per poco

Il cor non si spaura. E come il vento

Odo stormir tra queste piante, io quello

Infinito silenzio a questa voce

Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,

E le morte stagioni, e la presente

E viva, e il suon di lei. Così tra questa

Immensità s’annega il pensier mio:

E il naufragar m’è dolce in questo mare.

(Giacomo Leopardi)

Sirena

Sirena

Nella grotta di poesia,

chiuso

al di là della cornice

dei verdeggianti pini

dell’approdo di Enea

tra il mare e il cielo

dove il cuore si strugge

nella roccia scolpita

dalla natura,

io carico di emozioni

all’ombra della torre “Minervino”

aspetto te

sirena del tempo mio.

Poesia scritta da Massimo Romano il 2 Settembre 2018